Lo staff di PGV4 NWB, ha effettuato delle analisi sui costi di registro delle opposizioni In Italia rispetto al Mondo. Come al solito, il nostro paese sarà penalizzato e le nostre aziende ancora una volta non potranno essere competitive, e nuovi posti di lavoro saranno persi, come se la profonda crisi non bastasse. Consideriamo il nuovo decreto legge un atto dovuto verso tutti quei cittadini che non vogliono essere disturbati. Noi non contestiamo affatto la nascita del registro delle opposizioni, anzi al contrario è una delle migliori cose che il nostro governo ha fatto negli ultimi anni; Noi contestiamo i costi di registro delle opposizioni, che nel nostro paese come al solito sono i più alti del mondo. Il solito gioco di poltrone, amici e parenti sistemati.
Un'azienda Italiana che deve effettuare una campagna di direct Marketing su una banca dati di 12 mila numerazioni spende, solo di Registro delle Opposizioni oltre 500 euro.
Un'azienda Inglese che deve effettuare lo stesso identico lavoro, spende per filtrare i numeri solo 17 euro.
Un Grosso Call-Center Italiano, che deve effettuare una campagna OutBound su 40 milioni di nominativi deve pagare al registro delle opposizioni oltre 700 mila euro, in UK, per la stessa quantità pagherebbe 7 mila euro e negli USA, pagherebbe 11 mila euro.
Non si riesce a capire come mai da noi i costi siano lievitati così tanto, lasciamo a voi la libertà di immaginarlo.
Pensate veramente che la Vodafone,la Wind, Telecom, FastWeb e vari per contattare tutti i loro clienti paghino al registro delle opposizioni mezzo milione ogni 15 giorni ?
L'unico risultato certo, è che sono a rischio 320 mila posti di lavoro, sicuramente precari al 90%, ma che nel bilancio familiare contribuivano a pagare la rata mensile del mutuo.
Di fatto, non esiste più la convenienza ad effettuare telefonata outBoud, il mercato nel nostro paese muore, tutto li, non conviene più e le aziende non lo fanno più, o vanno a telefonare dall'estero, creando lavoro in altri paesi.
La legge è molto giusta, regolamentare il settore delle telefonate selvagge è sacrosanto, e i benefici sono da ambedue le parti. Da una parte i Call Center Evitano di chiamare persone che non intendono esporsi a trattative commerciali telefoniche, e risparmiano del tempo, dall'altra i cittadini, sono liberi di scegliere se ricevere o meno telefonate commerciali.
Oltre la mazzata dei costi, che da sola basta per uccidere il mercato, ci si è anche messa la burocrazia.
Mentre negli altri paesi il filtraggio dei dati viene automaticamente effettuato da un Software, e di conseguenza i CRM aziendali possono interagire con esso ad una elevatissima velocità, da noi, i dati devono essere consegnati per email ad una persona fisica, che li filtrerà e li riconsegnerà.
Tra una raccomandata è l'altra, tra una poltrona e l'altra che accontenta pochi, e scontenta molti, il nostro Bel Paese, sembra una barca in balia delle onde. Non importa quale sarà il danno economico e quanti posti di lavoro saranno persi, l'importante è altro.
L'associazione Ugo Bordoni di fatto è una associazione no profit.
Ma tutti quei soldi allora a che servono ?
Se solo la Vodafone volesse chiamare i suoi clienti una sola volta la settimana deve pagare circa 4 milioni di euro al registro delle opposizioni per il solo costo di filtraggio dati Ogni mese. Quindi la Vodafone solo per contattare i suoi clienti una volta alla settimana, paga al registro 48 milioni in un anno, se invece vuole contattare i suoi clienti tutti i giorni moltiplichiamo i 48 milioni per 7 = 336 milioni di euro. Si trecentotrentaseimilioni di euro; dire che si tratta di una follia a dir poco, e non vorrei essere nei panni di tutti quei call center che hanno contratti in essere in corso soggetti al registro delle opposizioni.
Perche in Ighilterra filtrare 1000 dati costa 17 euro, e oltretutto, ho un velocissimo sistema automatizzato che evita di farmi perdere tempo, restituendomi i dati filtrati in meno di un secondo, e da noi filtrare 1000 dati costa oltre 500 euro e devo attendere che un essere umano si occupi del filtraggio ?
Ci scusiamo per lo sfogo, questo è un sito che propone la vendita di un software per prelevare dati da pagine gialle, non altro, ma veramente non se ne può più, nuova legge nuova occasione di prendere soldi e sistemare amici e parenti, in un nuovo ente.
Quello che non si riesce a capire è perchè dobbiamo farci del male a tutti i costi.
Senza parlare del Garante Privacy, che con la Bordoni, perderebbe il 90% del carico di lavoro. Si libereranno delle poltrone inutili o ormai sono li ?
Quanto costa filtrare i dati al Registro delle Opposizioni, e quanto costa negli altri paesi ?
Tre paese a confronto sui costi delle Robinson list, Italia, Usa e UK.
Analisi indipendente dei possibili impatti sulle attività di telemarketing conseguenti all’introduzione del Registro delle Opposizioni
Tre paesi che hanno adottato la logica dell'OPT_OUT a confronto
Tabella dei costi del registro delle opposizioni Italiano
Il registro delle opposizioni prevede che l’accesso ai dati sia remunerato mediante l’acquisto di ‘pacchetti prepagati’ di validità annuale. L’operatore ha l’onere di stimare previamente il numero di verifiche che verosimilmente effettuerà nel corso di un anno, pena l’accesso a fasce di sconto più basse. Il costo della verifica viene di fatto applicato ad ogni richiesta di accesso al registro. Se uno stesso numero telefonico viene chiamato 5 volte in 1 anno (a distanza di non meno di 15 giorni per volta), il costo deve essere sostenuto 5 volte. Il 50% costo del pacchetto deve essere anticipato, mentre il restante 50% deve essere corrisposto decorsi 6 mesi dall’acquisto.
In UK esistono 2 tipi di data base per l’opt-out
In USA il sistema di opt-out si applica unicamente ai privati. Le aziende non sono interessate dal sistema dell’opt-out. L’azienda che intende effettuare attività di telemarketing sottoscrive un abbonamento finalizzato alla ricezione della lista di numeri degli utenti che non intendono essere chiamati. La lista può essere richiesta sulla base dell’area code (prefisso telefonico). Un operatore locale potrà ricevere unicamente i numeri della area geografica in cui opera, mentre un operatore nazionale riceverà tutti i numeri. E’ responsabilità dell’azienda che effettua il telemarketing provvedere alla cancellazione dal proprio DB dei numeri che non intendono essere chiamati. Il costo del registro è di:
In Italia non è previsto alcun limite per il costo massimo della verifica. Per questo motivo, tutte le organizzazioni che effettuano un numero elevato di contatti, come i call center, le società di telecomunicazioni, le finanziarie, si troveranno a dovere sostenere costi annui sin d’ora stimabili in diverse centinaia di migliaia di euro. A confronto, i costi massimi applicati in UK e USA sono, rispettivamente, di 7.674 € e di 11.154 € (cambio del 30/1/2011).
Tabella confronto costi
In questa slide vengono confrontati alcuni esempi di costi applicati dal registro delle opposizioni italiano e dall’equivalente in UK e USA.
Per effettuare il confronto sono stati analizzati casi di diverse tipologie di aziende:
Small Business: piccola/media società che effettua una campagna al trimestre su circa 3.000 nominativi.
Ai fini del calcolo del costo in USA si assume che questi nominativi siano consumatori locali (es: negozio che avvisa
i residenti in zona dell’inizio delle promozioni) oppure aziende (es: azienda operante nel B2B che contatta clienti su tutto il territorio nazionale)
Il costo del registro delle opposizioni è pari a 585 €.
Costo in UK: 17 € (34 volte inferiore a quello italiano)
Costo in USA: Gratis
Medio-piccola agenzia TLC: agenzia di un operatore di telecomunicazioni operante su un territorio limitato.
Il costo del registro delle opposizioni è pari a 174.000 €.
Costo in UK: 7.093 € (24 volte inferiore a quello italiano)
Costo in USA: 11.154 € (15 volte inferiore a quello italiano)
Grande agenzia TLC Nord Italia: grande agenzia di un operatore di telecomunicazioni operante su un territorio ampio.
Il costo del registro delle opposizioni è pari a 219.000 €.
Costo in UK: 7.093 € (30 volte inferiore a quello italiano)
Costo in USA: 11.154 € (20 volte inferiore a quello italiano)
Grande Call Center SMB: Call Center di grandi dimensioni: operante con 1.000 dipendenti su attività di
telemarketing
Il costo del registro delle opposizioni è pari a 391.000 €.
Costo in UK: 7.093 € (55 volte inferiore a quello italiano)
Costo in USA: 11.154 € (35 volte inferiore a quello italiano)
Telecom B2C: Operatore di telecomunicazioni operante sul territorio italiano
Il costo del registro delle opposizioni è pari a 709.000 €.
Costo in UK: 7.093 € (100 volte inferiore a quello italiano)
Costo in USA: 11.154 € (63 volte inferiore a quello italiano)
Confronto costi
Il confronto grafico rende evidenti le differenze tra i costi applicati in Italia e negli altri Paesi. E’ oggettivamente prevedibile che questi costi avranno un impatto rilevante sul telemarketing, allo stato attuale uno dei principali canali di vendita per numerose aziende. Per rendere visibili i dati, considerate le enormi differenze, è stato necessario modificare la scala del grafico
Costo a contatto
Analizziamo ora l’incidenza del costo applicato dal RDO su un contatto effettuato in Telemarketing.
Di norma, le campagne di telemarketing vengono pianificate per periodi di almeno 1 mese. All’interno di questo
periodo, il target puo’ essere contattato più volte (numero senza risposta, referente non disponibile, appuntamento
telefonico ripianificato ad un giorno successivo, …). Nel corso dei primi 15 giorni di campagna vengono
generalmente contattati tutti i numeri almeno 1 volta, ma meno del 50% dei contatti conduce ad una positiva
conclusione del contratto. I restanti numeri restano in lavorazione e parte di essi vengono quindi ricontattati nei
giorni successivi.
Il RDO impone di verificare i numeri nei 15 giorni precedenti. Per questo motivo, all’interno di una tipica campagna
di telemarketing, è assai verosimile che la maggior parte dei numeri debba essere riverificata una seconda volta,
con la conseguente applicazione di ulteriori costi.
La media su un campione di campagne analizzate forniva una percentuale di contatti chiusi nei primi 15 giorni, pari
al 42%.
E’ da ritenere che la necessità di velocizzare i termini di chiusura, possa indurre a richiamare i numeri con
frequenza eccessiva in un periodo breve.
Un ulteriore fattore da considerare è la penetrazione del Data Base chiamato. In nessuna campagna di
telemarketing viene normalmente contattato il 100% dei numeri in target: alcuni di questi non rispondono al telefono,
altri numeri sono errati, fax ecc.
In alcuni casi tipici presi in considerazione, si è visto che una campagna ‘penetra’ il Data Base target per percentuali
che oscillano tra il 70% e l’80%.
Nel calcolare il costo del RDO per ciascun contatto utile, non è sufficiente calcolare il costo della verifica del singolo
nominativo. Infatti in questo caso su 100 contatti target, alla fine della campagna, saranno contattati solamente 70
nominativi.
Alla fine dei primi 15 giorni saranno ‘chiusi’ solamente 42 nominativi. 58 dovranno essere ulteriormente verificati.
Alla fine del mese:
Tenendo presenti le considerazioni della slide precedente, è possibile calcolare l’incidenza del RDO sul
costo a contatto, su diversi casi annui.
Si ipotizzi che il costo medio di un contatto sia di 1 € (costo senza l’onere del RDO). Questo costo
ovviamente può variare in funzione della durata delle chiamate, dal numero di chiamate effettuate per
ciascun contatto, dalla reperibilità, ecc.
In funzione del numero di contatti utili effettuati in 1 anno da un operatore, viene calcolato il costo della verifica.
Esempio: Un call center di medie dimensioni puo’ effettuare un numero di contatti utili nel range tra
1.000.000 e 5.000.000.
Assumendo la marginalità media di un call center outbound intorno al 10%, il registro delle opposizioni
porterebbe ad una riduzione dei margini dei call center tra il 40% e il 60%
Finora sono stati affrontati i costi diretti del registro delle opposizioni.
A questi costi vanno aggiunti quelli IT e di processo, più difficilmente quantificabili e dipendenti da ogni singola azienda.
Le aziende devono infatti adattare i propri sistemi e la propria organizzazione per adeguarsi alla nuova
normativa.
Il Registro delle Opposizioni è stato attivato l’11/1/2011 e le aziende sono tenute a conformarsi alle
nuove regole entro l’1/2/2011. Un tempo probabilmente non coerente con gli impatti tecnici,
organizzativi e finanziari richiesti.